22 4 / 2014

"Scrivo qualcosa in anonimo a chiunque reblogga questo post."

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22 4 / 2014

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21 4 / 2014

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Scusa mamma, scusa papà, Oggi ero un po’ triste e ho pianto tutta la notte.

Scusa mamma, scusa papà, Oggi ero un po’ triste, ho litigato con andrea e mi sono dimenticata di sorridere.

Scusa mamma, scusa papà, Oggi ero tanto triste, ci siamo lasciati.

Scusa mamma, scusa papà, Oggi sono crollata. Ho aperto il temperino..

Scusa mamma, scusa papà, Alessandro non vuole più essere il mio migliore amico, mi sono sentita il mondo sulle spalle.

Scusa mamma, scusa papà, Sono una delusione lo so, ho preso un altro tre in matematica, giuro che è l’ultimo.

Scusa mamma, scusa papà, Oggi ho attraversavo la strada sperando che qualcuno mi tirasse sotto. Ci stavo riuscendo, la Barbara mi ha fermata.

Scusa mamma, scusa papà, Oggi ho bruciato, sono andata al parco a fumare, dopo stavo meglio, finalmente sentivo qualcosa riempirmi.

Scusa mamma, scusa papá, Non sono la figlia perfetta che volevate, vado male a scuola, rispondo indietro, bestemmio, dico parolacce.

Scusa mamma, scusa papà, Ho fatto una cazzata, perdo sangue dai polsi e dalle gambe, vi prego aiutatemi.

Scusa mamma, scusa papà.

Scusa mamma, scusa papà, Non ce la faccio più, sono un disastro, non merito di stare al mondo, sono su un cornicione, sto per volare!  Vi voglio bene, bacio grande.

"

(Via Momentidisolitudine)

Brividi

(via insiemecontroilmondo)

Brividi..

(via latuaassenzamiuccidetipregotorna)

scusa

(via comesenonbastasse)

oddio…

(via ilcaloredeituoiabbracci)

(Fonte: momentidisolitudine, via idemonidentrome)

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21 4 / 2014

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21 4 / 2014

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21 4 / 2014

"Quel giorno,come ogni giorno, entrò in classe la professoressa.
Ci alzammo tutti in piedi.
C’era chi ripeteva la lezione,chi messaggiava col cellulare, ci guardava in basso e chi parlava col compagno di banco.
La professoressa si sedette.
Oggi voglio fare una cosa diversa, molto diversa. -disse
Ci diede un foglio bianco.
Oggi voglio conoscervi, conoscervi per davvero. Non restare a guardare la vostra maschera,mentre spiego. -affermò.
Ci guardammo un attimo perplessi.
Dovete scrivere su questo foglio bianco quello che avete passato e che state provando. La persona che amate e quella che odiate. Cos’è giusto e cos’è sbagliato. Voglio che vi sfoghiate. -continuò
Tutti iniziammo a scrivere.
Avete due ore di tempo. -replicò
Mentre scrivevo, notai i suoi occhi. Erano pieni. Pieni di voglia di vivere, di guardare in faccia la vita.
Passò un’ora. Suonò la campanella.
Una volta finito, consegnatemi il foglio col nome. Leggerò i vostri testi in classe, davanti a tutti.
Calò il silenzio.
Dall’ultimo banco si alzò una mano.
Cosa c’è?-disse lei
Quindi sarà una cosa pubblica?-chiese un’altra
No. Non leggerò il nome di chi l’ha scritto. -confermò
Altro silenzio.
Suonò la seconda campanella.
Consegnatemi i fogli. -ordinò
Consegnammo il foglio.
Il giorno successivo si presentò in classe.
Ci alzammo.
Si sedette e iniziò a leggere.. uno,due,tre testi.
Poi continuò a leggere.
Salve a tutti. La mia vita è un po’ strana. E ora le racconterò il perché. Avevo cinque anni. Mio padre picchiava sempre mia madre, e anche me. Dopo un anno lui morì. Non sapevo se essere felice o triste. Avevo dodici anni. Mia madre si ammalò di cancro. Morì anche lei,pochi mesi dopo. Avevo quattordici anni. Iniziai a tagliarmi. Braccia, gambe,pancia,tutto. Passai gli anni più brutti della mia vita. E non sono finiti. Sono peggio. Ho dei mostri dentro. Ma voi non potete capire. Non li potete vedere dentro i miei occhi.
Calò il silenzio.
Un attimo di esitazione della professoressa,poi continuò.
Ogni giorno penso a un modo per uccidermi.
Neanche una parola in più,solo questo. Lei appoggiò il foglio sopra gli altri. Si alzò in piedi. Camminò tra i banchi.
Aveva un’aria comprensiva. Forse ci era passata anche lei, chissà.
Ci chiamò alla cattedra,uno per uno.
La vidi riconsegnare i testi.
Sembrava come se sapesse di chi erano.
Mi chiamò.
Venga.-disse
Eccomi.-replicai
Mi guardò negli occhi. Cercò il tema, il mio tema.
Me lo mise in mano.
Andai a posto.
Una volta riconsegnati tutti, si alzò,di nuovo.
Voi, tutti voi. Non siete un voto rosso, su un foglio bianco. Voi non siete il voto. Ci guardò negli occhi. Poi continuò. Voi non siete vuoti. Guardatevi, guardatevi attorno. Siete tutti uguali, eppure tutti così diversi.
Non mollate. Resistete. Perché un giorno, tutto questo sarà finito.
Uscì dall’aula. Suonò la campanella.
Tutti noi restammo cinque minuti a fissare il vuoto di quelle pareti. Ci alzammo, e uscimmo. Consapevoli di non essere più gli stessi."

Francesca Berardi.  (via diioporco)

Ma magari

(via i-mweird)

Mio dio , ho pianto (via iltipicoragazzodagliocchibassi)

(Fonte: sorrisidisperati, via perchetiamocositanto)

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21 4 / 2014

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21 4 / 2014

"Pura curiosità.
Reblog ha se una lametta ha mai sfiorato il tuo corpo."

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21 4 / 2014

"Anche i trapezisti perdono l’equilibrio. Ma se cadono c’è la rete e non si fanno male."

Alessandro D’avenia.
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21 4 / 2014

"Era una funambola sospesa a un milione di metri da terra. Senza nessuna rete di protezione."

A.D’avenia
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